Lo Gnosticismo e le sue origini misteriose

La gnosi è la dottrina della salvezza tramite la conoscenza, una forma di conoscenza superiore e illuminata dell’uomo, del mondo e dell’universo, frutto del vissuto personale e di un percorso di ricerca interiore. Essa si affida all’intuizione, anche se non rifiuta l’uso della ragione.

Le origini della gnosi sono tutt’ora oggetto di controversie, ma secondo recenti teorie sicuramente le radici affondano in epoca precristiana. Alcuni sostengono sia nata in Mesopotamia, altri nel mondo ellenistico ad Alessandria d’Egitto. Le idee gnostiche, anche dopo il cristianesimo, continuarono ad affiorare ad intervalli regolari, con alcuni movimenti ereticali, come i Catari, i Pauliciani, i Mandei.

Per gli gnostici vi è contrapposizione tra un dio supremo del mondo della luce e il mondo delle tenebre e del male, abitato dagli arconti, spiriti malvagi. L’uomo vive nel mondo delle tenebre e dopo la morte ogni anima passa attraverso diverse stazioni, aiutata da un messaggero, fino a raggiungere il mondo della luce. Alla fine il regno delle tenebre sarà esaurito e rimarrà solo quello della luce.

Vedono la donna come un dono del regno della luce, di conseguenza esiste parità assoluta di diritti. E non hanno templi o chiese.

Un “eone” è un illuminato che viene sulla terra per svelare a pochi iniziati come ritornare alla luce, con una conoscenza dalla quale dipende la salvezza spirituale: conoscenza intuitiva, misteriosa, esoterica, espressa in forma di mito; una conoscenza di noi stessi, perché tutti hanno conservato dentro una scintilla divina del mondo della luce che esiste “al di sopra” del nostro mondo, occupato da esseri divini, gli Eoni. Solo uomini spirituali possono accogliere questi insegnamenti. La prassi religiosa può essere varia: simbologia complicata, riti d’iniziazione, ma non ci sono regole e dogmi dati dall’alto, perché la conoscenza e la divinità sono dentro l’uomo, ed esso stesso stabilisce la sua morale, non segue le regole per paura della punizione.

E’ una specie di sincretismo filosofico-religioso, ricco di elementi orientali e gli studiosi ne indagano ancora le origini. E ha un impianto cosmologico completamente opposto al cristianesimo, quindi è una dottrina originale, non è variante eretica.

La Chiesa cattolica ha scelto come simbolo di Gesù la croce che ricorda il suo supplizio, ma nella storia archeologica le prime croci risalgono all’antica Mesopotamia.

I Catari, ad esempio, setta gnostica sterminata dalla Chiesa Cattolica nel 1307, pensavano alla Chiesa cattolica come mistificatrice del messaggio di Gesù, che consideravano maestro gnostico, e non un dio: non adoravano la croce, perché erano sostenitori del docetismo. E loro stessi erano gnostici, secondo la cosmogonia che ci perviene dai loro pochi scritti, quasi tutti distrutti durante le crociate.

Secondo i docetisti, non era concepibile che in Gesù Cristo potessero convivere contemporaneamente natura umana e divina, essendo queste rappresentazioni, rispettivamente, del Male e del Bene. Da questa considerazione deriva che Cristo non avrebbe potuto avere un corpo umano reale, ma soltanto un corpo etereo e quindi non sarebbe potuto nascere da Maria, né morire e neppure resuscitare. Ne consegue che tutto ciò che riguarda la natura umana di Gesù si risolverebbe allora in una pura illusione dei sensi. Anche i musulmani sono docetisti.

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