Come sono nate le Dottrine Misteriche o Esoteriche?

 

Le dottrine esoteriche prendono il passo dalla convinzione che il mondo sensibile non costituisce che una piccola parte della realtà, quindi il loro obiettivo è sempre stato quello di ottenere la conoscenza del mondo metafisico. Per raggiungerla non basta lo strumento razionale ma l’intuizione, facoltà indispensabile per l’indagine esoterica che accede alle rivelazioni spirituali da sviluppare tramite lo studio e la meditazione.
L’esoterismo non è né una religione né una via mistica e neanche una corrente di pensiero specifica ben perimetrata. Esistono e sono sempre esistite molte scuole e la competizione non è contemplata: la pluralità è vista come un valore.
L’esoterismo è, dunque, lo studio della visione nascosta delle cose che non può prescindere dalla conoscenza interiore. L’iniziazione è il processo tramite il quale si impara a morire per iniziare a vivere veramente. Come il regno delle cose manifeste viene studiato con la mente razionale (o mente inferiore – emisfero sinistro), il regno delle cose immanifeste è appannaggio della mente simbolica (o mente superiore – emisfero destro). Il percorso compiuto da colui che vuole risvegliarsi, definito spesso come “percorso iniziatico”, si basa su tappe progressive che prevedono delle prove da superare ed il confronto con il proprio lato oscuro, “l’ombra”, per dirlo in termini junghiani.
La mitologia di tutti i tempi racconta questo percorso attraverso una sorta di unico e gigantesco mito, che illustra tappa per tappa il cammino dell’eroe, cioè dell’iniziato.
Con il termine Iniziazione si designa l’ammissione alla conoscenza nascosta all’interno di una comunità tramite una cerimonia con cui il neofita è introdotto ai Misteri, che sono dei riti, delle cerimonie, consistenti in una serie di atti simbolici, di prove morali e fisiche, attraverso cui viene data al neofita la sensazione di morire per rinascere a nuova vita.
Tutto l’Universo ha una dimensione duale, possiamo infatti suddividere la realtà secondo categorie polari: materia ed energia, visibile ed invisibile, luce ed ombra, vita e morte, maschile e femminile, concretezza ed astrattezza e così via. Secondo i principi della cosiddetta “Filosofia Perenne”, termine ripreso dal matematico e filosofo tedesco Leibniz , che lo usò per designare la filosofia eterna soggiacente e comune a tutte le religioni, esiste una dimensione interiore della realtà (esoterica, dal greco eso = interno) ed una dimensione esteriore (exoterica o essoterica, dal greco exo = esterno). I sensi fisici ed i metodi della scienza di matrice newtoniana possono indagare solo la dimensione esteriore della realtà, mentre l’essenza nascosta delle cose può essere esplorata dai sensi cosiddetti “sottili”,dall’intuizione fino alle percezioni extrasensoriali, e da una scienza di matrice noetica (capace, cioè, di coniugare i processi mentali logico-razionali ed analogico-simbolici). Molto calzante, a questo proposito, è una frase di Carl Gustav Jung: “Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia!”
L’antropologo Carlos Castaneda (1925-1998) si è trovato nella bizzarra situazione di provare a comprendere a livello razionale le pratiche di natura esoterica a lui presentategli dallo sciamano messicano Don Juan ha fallito. fino a quando ha rinunciato alla propria razionalità e ha potuto accedere al mondo mistico degli antichi toltechi.
Il Cammino di Risveglio alla Vera Realtà parte da noi stessi, come suggerisce la famosa frase scritta sulla facciata del Tempio di Apollo a Delfi: “Conosci Te Stesso”, che nella sua espressione completa suona così: “Uomo, conosci te stesso, e conoscerai l’universo e gli Dei”. Ciò che è dentro di noi è riflesso specularmente fuori di noi e dunque vi è una strettissima correlazione tra micro e macrocosmo, come viene efficacemente enunciato nella Tavola Smeraldina di Ermete Trismegisto: “Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per fare il miracolo di una cosa sola”
In Occidente, nell’antichità, esistevano molti “Culti Misterici” in cui venivano trasmessi gli insegnamenti esoterici. Tali culti si differenziavano dalle religioni ufficiali in quanto praticati da gruppi ristretti che partecipavano a delle iniziazioni rituali e professavano la dottrina della rinascita e la possibile conquista dell’immortalità per l’essere umano.

I culti dell’antichità

  1. Culto Osirideo (Osiride): nei santuari dei templi iniziatici egiziani, inaccessibili ai profani, si svolgeva il complesso rituale simboleggiante la morte e la risurrezione di Osiride (ucciso e smembrato dal fratello Seth e ricomposto e resuscitato dalla moglie Iside). L’iniziato si riproponeva di vincere la morte come aveva fatto Osiride (dio solare) ed aprire gli occhi sulla Realtà immortale.
    Culto Isiaco:i Misteri di Iside, imparentati strettamente con i Misteri Osiridei, ebbero maggior diffusione nel bacino del Mediterraneo.a vicino.
  2. Culto Dionisiaco:Dioniso (Bacco per i latini) è una divinità enigmatica che ha anche degli aspetti terrifici e crudeli (come lo Shiva indiano); il suo culto è certamente una delle più antiche religioni misteriche della Grecia.
    Misteri Eleusini: i Misteri di Eleusi (cittadina greca vicina ad Atene, dove venivano svolte le cerimonie) erano consacrati al mito di Demetra – Dea delle messi – e a sua figlia Persefone, conosciute presso i latini come Cerere e Proserpina; il loro mito richiama direttamente il succedersi delle stagioni e il risorgere della vita dopo il freddo invernale e quindi – simbolicamente – l’immortalità dell’essere al di là della morte.
  3. Culti Orfici: i Misteri Orfici avevano la peculiarità di un impianto dottrinale accurato e approfondito, con una precisa cosmogonia che somiglia molto a quella egizia o indiana, da cui attingerà anche Platone. La leggenda di Orfeo, cantore tracio in grado di incantare gli animali e persino le piante e le rocce, si incentra sulla sua discesa agli inferi per recuperare la moglieEuridice e sulla sua morte per smembramento ad opera delle baccanti
  4. Culto di Cibele ed Attis :Cibele era una divinità di origine anatolica (Asia Minore), diffusasi poi in tutta l’Ellade, che rappresentava la Grande Madre generatrice dell’intero Universo (in Grecia venne assimilata a Rea, moglie di Crono). Al centro delle cerimonie sacre vi era la sacra rappresentazione del consorte di Cibele, il giovane dio Attis, che prima moriva (per evirazione) e poi veniva fatto risorgere.
  5. Culto Mitraico:la religione di Mithra – Dio della Luce Celeste – ha origine iraniana ed è strettamente legato allo Zoroastrismo, venne importata nell’Impero Romano dai legionari romani in virtù del valore conferito al coraggio militare, e fu una grande rivale del Cristianesimo.
    Dalle radici di queste antiche scuole misteriche ed altre quali la Scuola Essena, la Pitagorica, la Gnostica Alessandrina si sono sviluppati ulteriori rami iniziatici nel corso dei secoli e tutte queste scuole sono state studiate con interesse anche dagli studiosi delle religioni

 

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